Relazione Commissione - Assemblea Generale del 19/02/26
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Care colleghe, cari colleghi,
i nostri Atenei lavorano per favorire il benessere, eliminare discriminazioni, violenza e stereotipi legati al genere con azioni istituzionali e interventi culturali e di formazione.
Nel corso di novembre e dicembre 2025 si moltiplicano le iniziative per promuovere la parità di genere, anche in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si è celebrata il 25 novembre.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è l'occasione per ribadire e rafforzare l'impegno di noi tutte e tutti per contrastare ogni forma di violenza di genere, per la parità di genere, i diritti civili e la partecipazione attiva alla vita culturale, attraverso la promozione di e la partecipazione a eventi di approfondimento, sensibilizzazione e dialogo tra il mondo universitario e la società civile, durante tutto il periodo intorno alla data simbolica del 25 novembre.
Contro la violenza il diritto alla libertà, il diritto di vivere senza paura.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre, l’Ateneo di Padova, all’interno del Progetto Università Responsabile – UniRe, lancia la campagna “Io vedo, io sento, io parlo. Contro la violenza di genere e ogni discriminazione”.
A partire da venerdì 22 novembre, per una durata complessiva di 20 giorni, 280 manifesti popolano la città di Padova per lanciare un messaggio contro la violenza di genere, le molestie e ogni forma di discriminazione.
L’Ateneo aderisce inoltre con le sue strutture alla campagna nazionale Posto occupato promossa dal Centro Veneto Progetti Donna, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società: nelle nostre aule, un posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.
L’Università di Padova, inoltre, aderisce anche al progetto Panchine rosse, collocando una panchina rossa presso il Dipartimento di Studi linguistici e letterari,con sede al Polo Beato Pellegrino di Padova. Prosegue così un percorso iniziato nel 2021 dal Palazzo del Bo e proseguito nel 2022 all’Azienda Ospedale Università di Padova e nel 2023 presso il Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, dove studiava Giulia Cecchettin: proseguendo lungo questo percorso, la panchina viene, di anno in anno, portata in una sede diversa. Contro la violenza il diritto alla libertà, il diritto di vivere senza paura.
Il progetto “Panchine rosse” è un’iniziativa di sensibilizzazione promossa dagli Stati generali delle donne per contrastare la violenza di genere.
Il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) ha aderito all’iniziativa attraverso la proiezione di un video a ciclo continuo – a cura della Commissione Pari Opportunità e Parità di Genere – ICEA – in cui alcuni volti del personale docente e tecnico amministrativo prestano le proprie voci a citazioni sulla violenza contro le donne.
Questo il link del video che verrà promosso a partire da lunedì 25/11 anche sul sito istituzionale ICEA e nei canali social ICEA
https://mediaspace.unipd.it/
Organizzatore: Università degli Studi di Padova
https://www.unipd.it/parole-
The workshop Empowering Women in Science: Control Strategies to Close the Diversity and Inclusion Gap is an engaging and dynamic event dedicated to addressing the persistent underrepresentation of women in scientific roles. Despite decades of initiatives, gender imbalances remain widespread across disciplines and career stages.
Promoting diversity and inclusion in science, technology, engineering, and mathematics (STEM) is not only a matter of fairness but also drives innovation and excellence. Yet structural barriers, unconscious bias, and exclusionary practices persist, limiting the participation and visibility of women and other underrepresented groups, particularly in leadership positions.
This workshop will bring together voices from academia, industry, policy-making, and the non-profit sector to explore key challenges and share tools, evidence-based strategies, and real-world practices that support more equitable environments in scientific fields.
The workshop is primarily designed for students, researchers, scientists, engineers, and practitioners committed to fostering a more inclusive scientific community. However, participants from all backgrounds are warmly welcomed. We believe that inclusion is a shared responsibility and a shared opportunity.
Participation in the workshop is free, but registration is required. Please complete the form using the link below to confirm your attendance.
Registration includes access to:
Spaces are limited, so we encourage you to register early to ensure your participation. For any questions regarding registration, please contact:
Il 5 giugno 1646 nasceva a Venezia Elena Lucrezia, famosa per essere la prima donna laureata al mondo: si laureò in filosofia all'università di Padova nel 1678, assurgendo così a simbolo dell’intelligenza, della caparbietà e della capacità delle donne di fare parte di un mondo, quello accademico e intellettuale, per secoli esclusivamente maschile. Simbolo di diritto all’accesso paritario all’istruzione, di uguaglianza dei diritti e di dignità.
Nata a Venezia nel 1646, Elena Lucrezia è figlia di Giovanni Battista Cornaro Piscopia, esponente di una nobile famiglia patrizia di Venezia; i Cornaro Piscopia, però, non godono più del notevole prestigio dei secoli passati e sono da tempo in declino. Giovanni Battista cerca di risollevare il rango della famiglia facendone raccogliere le memorie e riacquistando per intero il palazzo avito. Egli, inoltre, partecipa attivamente alla vita pubblica, senza però conseguire gli obiettivi sperati e rimanendo sempre relegato a magistrature secondarie, nonostante l’acquisizione della prestigiosa carica di Procuratore di San Marco. È dunque sullo sfondo di questo particolare contesto familiare che va collocata la vicenda della laurea di Elena Lucrezia; infatti, alla luce di tale situazione, si possono comprendere le ragioni del deciso supporto con cui Giovanni Battista incoraggia la figlia allo studio, all’attività accademica e al conseguimento della laurea. Proprio quest’ultima, unita alle eccezionali (e già al tempo indiscusse) doti di Elena, diventa occasione per riscattare l’onore e ridare lustro alla famiglia. A questo proposito, è interessante notare come Elena Lucrezia sia assolutamente conscia del ruolo affidatole dal padre e pronta a farsene carico, sebbene sembri maggiormente desiderosa di condurre una vita ritirata, più incline alla modestia e alla riservatezza che all’esibizione e allo sfoggio erudito.
La sua brillantezza e la sua attitudine allo studio sono riconosciute dal parroco di San Luca, Giovanni Battista Fabris, il quale la indirizza agli studi classici, seguendola personalmente nello studio del greco; alla morte del Fabris succederà nell’insegnamento Alvise Gradenigo, amico dei Cornaro e uomo di notevole cultura. Il latino le è insegnato da Giovanni Valier, canonico di San Marco. Elena Lucrezia si dedica allo studio della teologia sotto la guida di Felice Rotondi, docente a Padova. Inoltre, va sottolineato come le straordinarie doti di Elena Lucrezia le abbiano permesso di estendere la propria cultura a molteplici discipline, dagli studi classici alle lingue, imparando francese, spagnolo ed ebraico, fino a musica, astronomia, matematica, geografia e scienze naturali. L’incontro fondamentale è però quello con Carlo Rinaldini, illustre studioso di filosofia e matematica e docente di filosofia presso l’Università di Padova, il quale segue Elena nella formazione di una solida cultura filosofica e instaura con lei una duratura amicizia, frequentando assiduamente casa Cornaro. È verosimile che solo in seguito alla consuetudine con un tale eminente docente dello Studio patavino diventi possibile prendere concretamente in considerazione l’eventualità di una laurea.
Così, intorno al 1677 viene presentata la domanda per la laurea in teologia, la quale, ed è degno di nota, non incontra ostacoli di natura politica: infatti un simile avvenimento non può che portare prestigio all’Ateneo, in quel momento in declino, e anche i teologi padovani, confortati dai pareri dei colleghi di Parigi e di Lovanio, concordano sulla liceità della richiesta e apprestano un cerimoniale adeguato all’eccezionale circostanza. Ad opporsi è però il cardinale Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova e cancelliere dell’Università, il cui consenso è necessario per ogni dottorato in teologia: egli non ritiene pensabile la concessione della laurea in teologia, e in generale è dell’opinione che “dottorar una donna” fosse “uno sproposito” cui non si poteva condiscendere, “se non vogliamo renderci ridicoli a tutto il mondo”. È per questo deciso rifiuto che si giunge, infine, ad un compromesso: la laurea in filosofia. Così, il 25 giugno 1678, assistita dal Rinaldini, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia può sostenere la propria dissertazione davanti al Sacro Collegio dei medici e dei filosofi e ricevere dalle mani del maestro le insegne dottorali e la corona d’alloro.
Elena Lucrezia è dunque la prima donna laureata nel mondo, ed è senza dubbio una figura eccezionale: è eccezionale per la sua fama, già prima della laurea e non solo in Italia, per erudizione, cultura scientifica, e conoscenza delle lingue straniere; e non meno eccezionale è proprio la vicenda della sua laurea, che nasce da una particolare condizione familiare e che pertanto non è promotrice di una presenza femminile all’Università (per la quale bisognerà aspettare ancora a lungo…) ma che è piuttosto legata alle straordinarie doti della sua persona. Più che un inizio, dunque, Elena Lucrezia è forse da intendersi come un segno premonitore: et excellentissima Helena Lucretia Cornelia predicta philosophię magistra et doctrix acclamata fuit.
Fonte:
https://www.unipd.it/news/buon-compleanno-elena-lucrezia-cornaro-piscopia
https://heritage.unipd.it/storia/elena-lucrezia-cornaro-piscopia/